Le vittime di violenza possono diventare oggetto di contesa fra donne?

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L’esigenza di questo comunicato – che sarà accompagnato, alla fine, da un curriculum informativo per  lettrici e lettori sulla storia della fondazione di Oikos-bios Centro Filosofico di Psicanalisi di Genere Antiviolenza e da un Memorandum illustrativo del lavoro prodotto dall’Associazione in questi anni – è nata in seguito ad alcuni accadimenti su cui vogliamo brevemente soffermarci.

Uno di questi riguarda il contenuto di un post recentemente pubblicato (11 Dicembre) in cui viene fatto un esplicito riferimento critico sia alla psicanalisi che al controverso tema della “complicità”, cui spesso si allude trattando della coppia carnefice-vittima. Leggiamo infatti, nel post quanto segue:

Primo le donne hanno messo in discussione da tempo le interpretazioni psicanalitiche del loro agire. Secondo la parola complicità non va mai usata rispetto alle donne in disagio. Parola inadeguata e pericolosamente utile alla politica istituzionale, specialmente in questo momento. Un poco più di umiltà e spirito di apprendimento rispetto alla pratica delle donne gioverebbe.

Nonostante la presenza di un esplicito riferimento alla psicanalisi, siamo propense a credere che quanto qui enunciato (in tono piuttosto categorico e direttivo accompagnato da un invito all’”umiltà”), non si riferisca a Oikos-bios. Lo auspichiamo perché la nostra Associazione non è, e non è mai stata – è bene chiarirlo subito – un Centro Antiviolenza in concorrenza o in competizione con “altre pratiche delle donne” quali potrebbero essere, solo per fare qualche esempio, quelle adottate da altri centri o dai centri D.i.R.e.

Ma qualora così non fosse, al fine di dissipare ogni eventuale equivoco, precisiamo quanto segue:

– Oikos-bios è il primo e unico Centro di Psicanalisi Antiviolenza esistente in Italia fondato nel 2006 da alcune psicanaliste, psicologhe e consulenti filosofiche femministe, per prendersi cura delle donne oggetto di violenza quale che sia la forma – reale o simbolica – in cui essa si manifesti.

– E’ un’Associazione che nasce come Progetto autonomo, distinto e fortemente critico nei riguardi dei tradizionali Luoghi psicanalitici di cura neutro-maschili operanti in Italia con diversi indirizzi.

– Noi riteniamo che la parola “complicità” non debba essere né equivocata, né bandita e, tanto meno, come spesso accade, demonizzata. La nostra lunga esperienza di lavoro con le donne racconta, infatti, che è proprio una certa “disposizione” alla “complicità”, inconscia e involontaria, al dominio maschile – direbbe Bourdieu -, divenuta per una donna intollerabile e da lei stessa infine riconosciuta come tale, a motivarla a liberarsene rivolgendosi, come capita nel nostro caso, alla competenza di persone formate attraverso un iter analitico personale e didattico specificamente mirato alla differenza di genere e alla violenza che ne deriva – nel simbolico e nel reale dei corpi. Ciò non toglie, naturalmente, che delle donne possano rivolgersi altrove scegliendo liberamente, per se stesse, la via che appare loro più congeniale.

– Fedele al principio femminista “il personale è politico”, tale percorso individuale non oppone e non subordina, in nessun caso, l’interesse prioritario per la salute della persona, a “calcoli” di tipo “utilitaristico” funzionali all’utilità della “politica istituzionale” del genere di quelli indicati nel post.  La presa di coscienza e il riconoscimento di un certo ruolo nella sottomissione – di cui la donna non è “colpevole” derivando, tale ruolo, come un’infinità di volte ripetuto, dall’impianto di un ordine simbolico patriarcale escludente – devono dunque essere considerati, nell’interesse della sua Salute, prioritari e non strumentali (“utili” o non utili o “pericolosamente utili”) alla politica.

– L’umiltà – concordiamo – è una risorsa indispensabile per un “apprendimento” aperto a tutto campo che, conformemente a tale apertura, esclude l’idea di un’Unica “pratica delle donne” –  di cui alcune avrebbero o si attribuirebbero il monopolio esclusivo – riconoscendo invece nelle diverse pratiche confluenti verso quel comune obiettivo che è la liberazione della donna, affinità e diversità di approccio e di competenze.

– Va peraltro ricordato, a proposito della critica rivolta alle cosiddette “interpretazioni psicanalitiche”, non solo il contributo storico decisivo nonché l’utilizzo personale e politico, da parte del femminismo, del pensiero di alcune psicanaliste (Irigaray, Benjamin, Kristeva,  Klein e Antoniette Fouque e altre ancora) ma anche le complesse e dolorose vicende inerenti la pratica dell’autocoscienza e la “pratica dell’inconscio” sperimentate da molte donne alla fine degli anni ’70 sulla propria pelle di cui esiste ampia documentazione. In merito poi all’importanza decisiva che spetta all’“inconscio” all’interno di un percorso di soggettivazione, cogliamo l’occasione per ricordare, ancora una volta, visto il contesto, le parole della psicanalista femminista Antoniette Fouque:

Mi sembrava che se non avessimo tenuto conto dell’inconscio, avremmo presto navigato in pieno delirio (…). In breve, c’era dell’inconscio nella politica e della politica nell’inconscio. (A. Fouque).

Antoniette Fouque era, com’è noto, una psicanalista femminista francese conosciuta, stimata e seguita da molte femministe italiane, con il cui pensiero e con la cui pratica da noi condivisa, non possiamo che essere in totale sintonia.

Cogliamo  inoltre l’occasione per ribadire che Oikos-bios è totalmente disinteressata a una competizione con altri centri e con i Centri D.i.R.e. che peraltro non sono – nè mai sono stati – oggetto di valutazione, di giudizio o di critica, da parte nostra, trattandosi di esperienze affini ma anche profondamente diverse da quelle praticate nel nostro Centro. La necessità di ribadire e di fare chiarezza su questo punto, nasce dal contenuto di un infelice commento messo di recente in circolazione in cui, nell’intento di creare un’inutile contrapposizione tra Oikos-bios e i così denominati “veri” centri antiviolenza”, si afferma, sul conto della nostra Associazione, quanto segue:

a) che la denominazione di Oikos-bios come Centro di Psicanalisi di Genere Antiviolenza sarebbe una specie di trappola ingannevole “per le donne” che potrebbero “caderne vittime”;

b) che il nostro Centro getterebbe “discredito sui veri Centri antiviolenza” usando inappropriatamente il termine antiviolenza:

Riportiamo, per una corretta informazione, il testo integrale del commento:

Il problema di chiamarsi così è sia per le donne che possono caderne vittime sia per il discredito che si getta sui veri centri antiviolenza. E’ ora di finirla con l’uso indiscriminato e inappropriato di “antiviolenza”.

Sulla gravità di questa affermazione – un tentativo di diffamazione  dell’Associazione e delle professioniste che vi lavorano, ci soffermeremo in altra sede. Non ci resta, infine – sempre nel caso in cui il post si riferisca al nostro lavoro – che fornire a chi legge qualche utile informazione sullo “spirito  di apprendimento”, cui si fa menzione, ricordando che esso è piuttosto datato non solo “rispetto alla pratica delle donne” – ben nota ed esercitata da alcune di noi, sin dagli anni ‘70 – ma anche e soprattutto rispetto a una pratica CON le donne con le quali, alcune di noi, lavorano da oltre trent’anni.

Crediamo che evitare inutili divisioni e lavorare, nel rispetto e nel riconoscimento delle reciproche e pur diverse competenze, sia il solo modo per fare di una “libertà femminile” – mortificata e resa impotente da opposizioni e da assurde competizioni – una parola finalmente autentica e credibile.

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OIKOS-BIOS Centro Filosofico di Psicanalisi di Genere Antiviolenza è una Casa “per tutte/e per nessuna/o” che ha una storia intensa e ricca di significato simbolico. E’ un’Associazione di Promozione sociale fondata nel 2006 da un gruppo di psicanaliste, psicologhe e psicoterapeute di diversa formazione, sensibili al tema della Differenza di genere e all’urgenza di ripensare e riformulare, a partire dal riconoscimento di tale Differenza e dei suoi effetti individuali, sociali etici e politici, i concetti di “clinica”, di “malattia”, di salute e di “cura” per uomini e donne.

OIKOS-BIOS si occupa del disagio di donne e uomini (anoressie, bulimie, attacchi di panico, depressioni, alcoolismo, droga, relazioni di coppia, problemi adolescenziali e/o scolastici). Fra le operatrici di Oikos-bios, oltre alla presenza di psicanaliste, psicologhe e psicoterapeute, è contemplata la presenza di Consulenti filosofiche..
E’ il primo e unico Centro Filosofico di Psicanalisi in Italia la cui impostazione teorica, la cui formazione e la cui pratica di cura si ispirano al “pensiero della Differenza” di Luce Irigaray, psicanalista e filosofa espulsa dall’Ecole freudienne di J. Lacan “per mancata fedeltà a un solo discorso”. Luce Irigaray è psicanalista e filosofa ed è proprio in virtù di questa sua doppia formazione – auspicabile per chiunque voglia accostarsi all’esperienza psicanalitica in vista di una futura “professione” – che ha potuto indagare criticamente non solo il fallologocentrismo del sistema di pensiero filosofico occidentale ma anche le teorie di Freud e di Lacan – eredi di quel pensiero – con quello sguardo lucido che solo la sofferenza legata alla dimensione Tragica della condizione femminile è in grado di motivare.
E’ nostra convinzione che non c’è formazione psicanalitica all’altezza dei tempi e delle sue trasformazioni, senza una formazione filosofica: niente psicanalisi senza filosofia, dunque, anche se questo non basta. Ci sono filosofie, infatti – “Le filosofie femministe”, come titola il libro di Adriana Cavarero e Franco Restaino – di cui si preferisce ignorare/oscurare il prezioso contributo.
Ai fini di una formazione non parziale, non discriminante, è dunque necessario promuovere, oltre allo studio delle opere di Irigaray, la conoscenza – trascurata, se non inesistente nelle scuole psicanalitiche tradizionali e nella formazione neutra e indifferenziata da esse impartita – delle filosofe del femminismo nazionale e internazionale (Cavarero, Butler, Braidotti, per citarne alcune soltanto) e delle psicanaliste interessate alla posizione della psicoanalisi relazionale (Benjamin, Aron, Mitchell, Odgen, Stern). Oltre alla cura a una formazione Differenziata, il lavoro svolto da Oikos-bios in questi anni si è proposto alla pubblica attenzione attraverso numerosi Convegni, Incontri, Spettacoli in strada, Spettacoli teatrali, Gruppi di Studio e ricerca e interventi nelle Scuole in collaborazione con L’Associazione Maschile Plurale. Hanno attivamente collaborato con Oikos-bios, Bruna Bianchi Docente di Storia delle donne dell’Università Ca’ Foscari di Venezia, Maria Micozzi, pittrice, scultrice e scrittrice, Ivano Spano Docente della Facoltà di Sociologia dell’Università di Padova. La promozione di alcune Mostre dell’artista Maria Micozzi – che siamo onorate di contare fra le Socie – e la sua assidua presenza ai Convegni ha contribuito a fare di OIKOS- BIOS una realtà unica, con una sua precisa fisionomia e un chiaro indirizzo filosofico e psicanalitico e artistico che la rende radicalmente Differente dalle tradizionali “scuole” di psicanalisi fondate da uomini la cui attenzione, piuttosto che essere rivolta ai gravi disturbi comportamentali maschili e ai danni devastanti e in costante crescita da essi causati, continua ad essere puntata esclusivamente alle cosiddette “patologie femminili”.

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MEMORANDUM

Una sintesi del lavoro prodotto da Oikos-bios (Centro Filosofico di Psicanalisi di Genere Antiviolenza) a Padova dal 2006
Presidente e fondatrice dell’Associazione Oikos-bios: Antiviolenza Paola Zaretti
Laurea in Filosofia e pluriennale esperienza di insegnamento in vari Istituti superiori.
Inizia l’esercizio della sua professione di Psicanalista e Consulente filosofica a Padova nel 1982 in seguito e conformemente all’iter psicanalitico previsto: analisi personale e Didattica.
●1982 pubblicazione sulla Rivista di Psicanalisi “Freudiana” di: “Sapere e non sapere e fine dell’analisi”
●1985-86 pubblicazione del Seminario “Transfert e ripetizione” nei Quaderni del Centro Studi di clinica psicanalitica
●1986-87 pubblicazione del Seminario “Transfert e formazione” nei Quaderni del Centro Studi di Clinica psicanalitica
●1988 Seminario “Il Tragico e la salute” presso Libreria Marsilio di Padova
●2001 Conferenze tenute a Milano organizzate dal Forum Lou Salomè: “Se mi lasci ti uccido”
●2003-2004 Pubblicazione del Seminario “Fame di d’io. L’anoressia come vocazione mancata” nella Collana “La clinica della “Differenza”
2004-2005 Pubblicazione del Seminario: “Arianna fra Teseo e Dioniso. La sessualità femminile in Freud e Lacan” nella collana “La clinica della differenza”
●2006-07 pubblicazione del Seminario “Nietzsche, Lacan e le donne. Oltre il nome del Padre” nella Collana “La clinica della Differenza”
Nel 2006 fonda Oikos-bios Centro filosofico di Psicanalisi di Genere Antiviolenza. L’associazione dà inizio alla propria attività sociale e culturale con una serie di iniziative svoltesi presso l’Università di Padova su vari temi: Salute, Educazione, Violenza di genere, Relazione uomo-donna con il patrocinio dell’Università, della Regione Veneto, della Provincia e del Comune di Padova e dell’Azienda ospedaliera.
OIKOS-BIOS è una Casa “per tutte/e per nessuna/o” che ha una storia intensa e ricca di significato simbolico. E’ un’Associazione di Promozione sociale fondata da un gruppo di psicanaliste, psicologhe, psicoterapeute e consulenti filosofiche di diversa formazione, sensibili al tema della Differenza di genere e all’urgenza di ripensare e riformulare – a partire dal riconoscimento di tale Differenza e dei suoi effetti individuali, sociali etici e politici – i concetti di “clinica”, di “malattia”, di “salute” e di “cura” per uomini e donne. OIKOS-BIOS si occupa del disagio di donne e uomini (anoressie, bulimie, attacchi di panico, depressioni, alcoolismo, droga, relazioni di coppia, problemi adolescenziali e/o scolastici).
E’ il primo Centro Filosofico di Psicanalisi di genere in Italia la cui la cui formazione teorica e la cui pratica di cura si ispirano al “pensiero della Differenza” di Luce Irigaray, psicanalista e filosofa espulsa dall’Ecole freudienne di J. Lacan “per mancata fedeltà a un solo discorso”, senza trascurare l’apporto psicanalitico relazionale della psicanalista femminista Jessica Benjamin e gli apporti filosofici determinanti del pensiero di Judith Butler e di Adriana Cavarero. Oltre alla cura a una formazione differenziata, il lavoro svolto da Oikos-bios in questi anni si è proposto alla pubblica attenzione attraverso numerosi Convegni, Incontri, Spettacoli in strada, Spettacoli teatrali, Gruppi di Studio e ricerca e interventi nelle Scuole.
●Novembre 2006 Convegno “Dolore del Tempo e tempo del dolore nella sofferenza oncologica”
●Marzo 2007 Convegno “Le figure della violenza” con la presenza di LUCE IRIGARAY
●Novembre-Dicembre 2007 Convegno in progress:” Adolescenti difficili. Crisi dei valori e crisi come valore”. Coordina Gruppo di Studio sulle problematiche adolescenziali con genitori
●Marzo 2008 Convegno-Mostra contro la violenza Con-vivialmente. “LEI/LUI contro la violenza dell’UNO”
●Dicembre 2008 Convegno: “Né pro, né contro ma Incontro a più voci su un Saggio di Simone Weil”
●Gennaio 2009 Partecipa come relatrice a un Convegno Internazionale tenutosi a Gorizia con la presenza del filosofo Slavoj Zizek
●Primavera 2009 Partecipa come relatrice al Festival della Cittadinanza sul tema: “Donne e uomini allo specchio”
●Giugno 2009 Conferenza a Treviso su “Donne e uomini in trasformazione”
●Ottobre 2009-Febbraio 2010 Seminario di Formazione sulle tematiche di genere. “Divani…e poltrone. Voci di donne eccellenti negli affari umani”
●Novembre 2009-Gennaio 2010 presso Libreria Feltrinelli Coordina il Gruppo di Ricerca e di Studio sul pensiero di Hannah Arendt, Simone Weil, Judith Butler, Maria Zambrano, Rosy Braidotti
Coordinatrice e Supervisora Equipe Oikos-Bios formata da Psicologhe-psicoterapeute impegnate nel trattamento e nella cura di varie forme di disagio: anoressia/bulimia, dipendenze, depressioni, panico.
Ha lavorato con l’Equipe presso l’Istituto Gramsci di Padova ottenendo l’autorizzazione alla Formazione dall’Ufficio Scolastico Provinciale e Regionale.
Ha partecipato con altre donne alla creazione del blog Tabula rasa il Femminismo ritrova la strada in cui sono stati pubblicati numerosi articoli e saggi.
Pubblicazioni:
– I Quaderni di Oikos-bios Centro Filosofico di Psicanalisi di Genere Antiviolenza
– Le figure della violenza (2007)
– Crisi dei valori e crisi come valore (2006)
– La paura dell’impotenza e o stupro (2011)
– Donne in strada a scuola di non violenza (2011)
– Nel Nome della Madre della Figlia e della Spirita santa (2013)